Sono molti gli abitanti del mare a cui viene dedicato un giorno dell’anno, per il polpo è l’otto ottobre, data in cui viene celebrata la sua giornata mondiale. Come ogni essere vivente possiede qualcosa di speciale ed unico che merita di essere festeggiato. Tra gli invertebrati marini è sicuramente una delle creature più affascinanti, misteriose e simpatiche che esista.  È un organismo enigmatico la cui intelligenza e capacità di trasformazione sono ormai una certezza dimostrata da numerosi studi scientifici. Nonostante il suo aspetto e il suo comportamento possano apparire caotici e disordinati in realtà risultano una combinazione perfetta che lo rende vincente ed unico. Il polpo, appartenente al Phylum dei molluschi, è caratterizzato da un corpo molle e dall’assenza di una conchiglia, che si è appunto ridotta fino a scomparire con l’evoluzione. Ciò gli permette di contorcersi in mille direzioni ed insinuarsi in anfratti cambiando forma in relazione alle necessità che l’ambiente gli richiede. Una spettacolare capacità di mimetizzarsi è data dalla sua pelle ricca di cellule, i cromatofori, che gli permettono di cambiare colorazione nell’immediato e adattarsi al mondo circostante, diventando sabbia, roccia o qualsiasi altro substrato per confondere eventuali predatori. Il culmine del suo stato di apparente confusione, si ha nei momenti di estrema paura, nei quali grazie alla ghiandola dell’inchiostro è in grado di espellere una sostanza nerastra che confonde e distrae i predatori permettendogli di fuggire velocemente lasciandosi dietro la sua nuvola nera. Il disordine in questo caso rappresenta la via più sicura per la sopravvivenza. La cosa più sorprendente di questo invertebrato è sicuramente la sua sviluppata intelligenza. È stato visto che, con le sue otto braccia provviste di ventose, riesce ad aprire barattoli, con all’interno del cibo per nutrirsi come crostacei o altri piccoli invertebrati. Spesso utilizza conchiglie vuote e pietre come strumenti disponendoli davanti alla sua tana per nascondersi. Insomma sembra che i polpi siano in grado di osservare, sperimentare, ricordare e agire. Tutto ciò grazie allo sviluppo del loro sistema nervoso situato non solo nel cervello ma anche nelle braccia, ognuna delle quali è in grado di pensare e agire in autonomia. Nel momento in cui le allungano potrebbe sembrare un movimento disordinato e casuale ma in realtà il polpo sta analizzando e scrutando l’ambiente circostante. Insomma, una intelligenza diffusa in tutto il corpo capace di creare una comunicazione continua con il mondo circostante, non un unico pensiero ma un insieme di tanti pensieri che vanno in una stessa direzione. Il polpo ci insegna che non sempre quello che appare riflette il vero, ciò che potrebbe sembrare solo confusione e scompiglio in realtà è un ordine ben programmato e progettato per la sopravvivenza. A volte non serve controllare tutto, ma al contrario cambiare totalmente forma, sparire, riapparire, confondere e disorientare per diventare il mondo in cui viviamo, come il mare per gli abitanti marini. Il polpo rappresenta ciò che non siamo noi, spesso costretti a vivere in un ordine non sempre vincente contrariamente al suo disordine di successo. Anche nel caos può nascondersi una forma di armonia che porta ad una vita di trionfi.

Foto di Alessia Condorelli

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