“La manifestazione, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, si chiama #Donnevietatomorire e mi farebbe molto piacere se lei volesse partecipare intervenendo parlando del suo nuovo libro”, così recita il messaggio di Valentina Capizzi, non ci conosciamo ancora ma il programma che mi illustra è molto interessante: una serata all’insegna di pittura, letteratura e teatro, l’arte raccontata da donne per raccontare le donne. Ci sentiamo al telefono, Valentina è un fiume in piena mentre mi parla di sé e del proprio impegno sociale e professionale. Insegnante, curatrice d’arte ma anche presidente dell’associazione che porta il nome della manifestazione stessa cui sono stata invitata e che, anche quest’anno, continua il “percorso”, come Valentina e il coach Santo Torre amano definirlo, di difesa personale, gratuito, dedicato a tutte coloro che desiderino acquisire semplici elementi per tracciare e salvaguardare quel confine che nessuno dovrebbe mai valicare. Ho il sospetto che Valentina goda della capacità di clonare sé stessa perché una giornata è troppo breve per occuparsi di tutto e farlo anche bene eppure lei ci riesce. Volendo fare del prevedibile umorismo, usando un noto luogo comune, potrei dire:” è una donna, ovvio che sia in grado di fare più cose contemporaneamente”, invece voglio essere seria e raccontarvi di come si possa riuscire a fare tanto nonostante i minuti contati, incastrando orari di lavoro, appuntamenti, telefonate e passioni. Arriva la sera della manifestazione, Valentina è tesa ma orgogliosa. Una donna esile e forte come una vigorosa canna di bambù che non si lascia vincere dall’ emozione o dalla stanchezza, che non vacilla nemmeno per un attimo mentre presenta i propri ospiti ai giornalisti che ci intervistano e al pubblico che ascolta partecipe. Il messaggio che ognuna di noi vuole dare è chiaro: consapevolezza di sé e delle proprie capacità, autostima e amore per sé stesse, questi sono gli ingredienti per riuscire a volersi bene, a riconoscere gli amori malati, i rapporti tossici, le cose o le persone che ci fanno male e quelle che ci fanno stare bene. Gli uomini con la “u” maiuscola sono quelli che si beano della luce delle proprie compagne, ne godono appieno e non se ne sentono offuscati o minacciati. Solo se si acquisisce consapevolezza e indipendenza si riesce ad essere lucide e libere di scegliere. Valentina lavora con i bambini, il vivaio del futuro, lavora con le donne in difficoltà, quelle che devono imparare a difendersi. Questa donna ha fatto della difesa di tutto ciò che è fragile la propria ragione di vita e lo fa anche usando l’arte e la cultura, curando mostre e promuovendo bellezza perché, ne è convinta, sarà proprio questa a salvare il mondo. Mi guardo intorno, osservo le donne intorno a me, stasera sono tutte belle, di una bellezza che viene da dentro, sono consapevoli, sono più forti, sono un’unica voce, un cerchio magico. Grazie Valentina, delicato fiore d’acciaio.

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