Non ha un luogo fisso dove vivere, la troviamo ancora lì, tra scienza e magia. Parliamo della telepatia, cioè la capacità di trasmettere o condividere pensieri o emozioni a distanza, senza usare parole o sensi comuni. Freud, sempre cauto verso il “paranormale”, nel 1921 la vede come un prodotto dell’inconscio, Jung come una connessione profonda tra persone legate emotivamente. Lo studioso britannico Frederic W. H. Myers, membro della Society for Psychical Research, fu il primo a darle un valore scientifico con le sue ricerche.

Dal 1800 in poi sono stati raccontati molti casi famosi di telepatia. Uno noto riguarda una donna inglese che, mentre leggeva sveglia, vide chiaramente suo fratello cadere da cavallo; poco dopo arrivò la notizia dell’incidente avvenuto proprio in quel momento. Esperienze simili, soprattutto tra persone molto legate, sono state al centro degli studi ottocenteschi. Spesso accadono tra gemelli, un tema molto studiato dalla parapsicologia. La Society for Psychical Research raccolse molte storie di questo tipo.

Un caso famoso è quello dei “fratelli sentinella”, due gemelli adulti che vivevano in città diverse. Uno provò un improvviso dolore al petto e angoscia, e poco dopo scoprì che l’altro aveva avuto un grave malore cardiaco nello stesso momento. La SPR non definì questo una prova, ma una anomalia importante. Un altro caso riguarda due sorelle gemelle: una si ruppe una gamba durante una vacanza, e l’altra sentì un dolore forte nello stesso punto nello stesso momento, senza sapere l’incidente.

Uno studio importante è quello dello psicologo James Shields del 1974, che analizzò 44 coppie di gemelli identici. Non trovò prove certe della telepatia, ma scoprì che i gemelli hanno un’empatia molto forte, favorita dalla loro storia e somiglianza genetica, che può spiegare in parte queste esperienze.

Forse, in un modo diverso, la telepatia oggi esiste già. Le tecnologie moderne hanno allungato i nostri sensi, permettendoci di comunicare subito a distanza, superando limiti che per secoli sembravano impossibili. Internet e i dispositivi digitali fanno viaggiare pensieri, immagini ed emozioni tra persone lontane in modo così veloce da sembrare invisibile. Non è telepatia classica, perché c’è un mezzo materiale creato dall’uomo. Ma questa mediazione è così sottile e diffusa che sembra sparire, avvicinandosi all’idea originale: una comunicazione istantanea come il pensiero.

Heidegger diceva che la tecnologia non è solo uno strumento, ma un modo di mostrare il mondo. Così, la comunicazione digitale realizza il sogno della telepatia non come potere della mente, ma come modo di essere: ciò che era desiderio diventa realtà. Il sogno della telepatia può essere visto non come un errore, ma come una previsione di ciò che la tecnologia avrebbe reso possibile. Dove Freud vedeva solo l’inconscio e Jung un segnale profondo, oggi abbiamo strumenti che trasformano quel desiderio in realtà quotidiana. La telepatia non è più un potere misterioso, ma il simbolo di un bisogno umano di superare le distanze, realizzato dalla tecnologia.

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