Nella vastità del pianeta blu, anche se potrebbe sembrare difficile crederci, la forma non è mai casuale. Tra le strutture più affascinanti e articolate che costituiscono gli organismi marini è presente una rappresentazione complessa di canali, sinuosità ed intrecci, un vero labirinto. Non è solo un’attrattiva geometrica o una stravaganza estetica, ma corrisponde a precise necessità fisiologiche e permette una soluzione evolutiva fondamentale per la continuità di una specie. Nel campo della biologia marina, queste costruzioni così complesse si trovano nei coralli e nelle spugne, dove spesso la loro forma segue la funzione, infatti canali tortuosi, ripiegamenti di tessuto e intricati scheletri calcari rappresentano una strategia ottimale per sfruttare al massimo gli spazi vitali. La disponibilità di spazio e risorse è uno dei problemi che devono affrontare gli organismi sessili che vivono fissi al substrato. Una struttura come il labirinto permette loro di espandersi verso l’interno, sfruttando al massimo il contatto con l’ambiente e rendendoli più competitivi per la loro sopravvivenza. Nuotando tra le acque cristalline di un reef si osserva la grande diversità di forme e colori date dai coralli. Tra le moltitudini di specie non può non attirare la nostra attenzione il “corallo cervello” la cui morfologia richiama subito alla nostra mente proprio la sua immagine. A differenza degli altri coralli ramificati, questi organismi infatti costruiscono scheletri calcarei caratterizzati da solchi e creste che ricordano le circonvoluzioni cerebrali. I polipi, che costituiscono la colonia, sono disposti in file allungate all’interno di villi comuni occupando ognuno una celletta distinta, inoltre le pieghe permettono di ospitare un maggior numero di polipi in uno spazio ristretto. Questa costruzione fornisce diversi vantaggi sia per i polipi che per le alghe simbionti. Si crea una maggiore resistenza contro le correnti e al flusso di acqua proteggendo la colonia dai danni fisici.

Inoltre, attraverso le pieghe aumenta la superfice esposta alla luce ottimizzando la fotosintesi clorofilliana svolta dalle alghe unicellulari simbionti dei polipi, le zooxantelle. I coralli cervello presentano strutture massicce, appiattite o a forma di cupola e per la maggior parte di colore bruno con spazi più chiari grigi o verdi. Un altro vantaggio è legato all’efficienza alimentare perché tutti i polipi della colonia costituiscono una rete trofica molto proficua per la cattura del plancton. Anche piccoli pesci e crostacei sfruttano questi coralli trovando riparo dai grandi predatori, che non riescono a penetrare tra i canali del labirinto. A differenza dei coralli, dove il labirinto è visibile esternamente e fornisce protezione alla colonia, nelle spugne si trova internamente ed è funzionale per la vita degli organismi. Il corpo delle spugne non possiede organi o tessuti, la loro struttura è la più semplice tra gli invertebrati marini pluricellulari, così che la loro sopravvivenza è affidata soltanto ad un sistema di canali. Questi animali incrostanti assorbono l’acqua attraverso piccole aperture laterali, i pori inalanti, successivamente l’acqua viene filtrata da cellule specializzate che catturano particelle di cibo e ossigeno, infine la espellono da altre aperture esalanti più grandi. Tutto il processo avviene grazie ad una rete di canali che costituisce la struttura interna del loro corpo.

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Clathrina clathrus

Phorbas tenacior
Spirastrella cunctatrix
pugna

Foto di Alessia Condorelli