A lezione di libertà, col theta healing.

Il nostro cervello ha dentro di sé le risorse per innescare processi di autoguarigione: lo sospetta la Scienza, lo asserisce la Filosofia, in particolare quella contaminata dall’Oriente, e lo testimonia la medicina olistica che da secoli porta avanti tecniche energetiche come il theta healing, tornato di moda nel 1995 grazie alla sensitiva e naturopata americana Vianna Stibal;  ne discutiamo oggi con Alessandra di Paola, counselor e naturopata, impegnata dal 2009 nella ricerca spirituale, formatasi a Roma, presso l’Università americana di naturopatia e psicologia, ma soprattutto anima luminosa che attraverso le varie discipline olistiche, dalla riflessologia plantare all’aromaterapia al già citato theta healing, offre a chi ne ha bisogno, in mille modi e con numerosi strumenti, il suo aiuto e la sua competenza.  

Ogni persona deve scegliere il percorso più consono al suo modo di essere e al suo credo. Autonomia e libertà emotiva restano le mete per tutti. Mai imporrei l’uso di una tecnica: al theta healing, ad esempio, si arriva per scelta, perché ci si sente pronti. E in base al proprio vissuto si ottengono risultati diversi

Cara Alessandra, puoi spiegare ai lettori di “Spazi Esclusi” come avviene la guarigione in onde theta?

La frequenza delle onde theta corrisponde a uno stato di rilassamento cerebrale profondo che si ottiene grazie alla mediazione del terapeuta: in questa condizione si attiva una notevole attività di immaginazione creativa che attraverso la meditazione guidata diventa una risorsa di guarigione per il soggetto, che non è addormentato né pienamente vigile, ma rappresenta quasi un ponte tra la sfera conscia e l’inconscia.

Potremmo paragonare questo stato all’ipnosi?

Durante la seduta ipnotica il soggetto non ha consapevolezza, qui ha invece la possibilità di interagire col terapeuta e collaborare attivamente per innescare il proprio processo di guarigione.

Quali altri stati di coscienza possiamo sperimentare durante la nostra vita?

Nella fase immediatamente precedente all’ addormentamento il cervello vibra alla frequenza di onde Alfa: è uno stato estremamente rilassato ma vigile. Le onde Beta caratterizzano lo stato di veglia nelle attività quotidiane: sono quelle che sperimentiamo abitualmente. Le onde Gamma riguardano una stretta cerchia di individui che per inclinazione o lungo esercizio spirituale hanno sviluppato medianicità e intuizione, corrisponde a una trance profonda in cui la persona non dorme ma è totalmente incosciente, e registra una forte attività elettrica del sistema nervoso. Nella fase Delta sperimentiamo il sonno più profondo, quello privo di attività onirica, in condizioni di totale incoscienza: non dobbiamo però pensare che il cervello sia inattivo, è comunque in atto un processo di rigenerazione profonda che coinvolge ogni nostra cellula. Infine abbiamo la frequenza Theta, che non si raggiunge spontaneamente bensì attraverso un lavoro su se stessi e la mediazione di un terapeuta in grado di padroneggiare le tecniche: è in questa condizione di profondo rilassamento e produzione immaginativa che è più facile attivare i processi di guarigione e modificare le convinzioni errate che condizionano inconsciamente la nostra esistenza. 

Tutti noi conserviamo, dunque, in memoria, senza esserne pienamente coscienti delle parole, voci o giudizi provenienti dall’esterno, dagli altri, o dall’esperienza di vita, che ci condizionano?

Assolutamente sì, siamo fatti di convinzioni istillate dalla nascita, anzi già nel grembo materno esse ci accompagnano e tiranneggiano, alcune positive altre potrebbero limitarci, poiché l’individuo assimila tali credenze da traumi, opinioni reiterate altrui, e queste possono condurre alla perdita di autostima, alla mancanza di fiducia in noi stessi. Registriamo nell’inconscio queste strutture che rilasciano delle emozioni: memorizzando tali convinzioni si cresce senza sicurezza, con notevoli difficoltà nelle relazioni, negli ambienti scolastici e lavorativi. La mancanza di autostima è oggi la piaga più diffusa tra i giovani e spesso sfocia nella ricerca, all’esterno, di qualcosa che anestetizzi un dolore: sostanze stupefacenti, comportamenti pericolosi ecc.

Dunque non siamo liberi, se non gestiamo queste strutture da cui rischiamo di essere a nostra volta gestiti.

Quello che oggi ci appare libero arbitrio in realtà è una gabbia costruita da convinzioni errate. Le sedute di theta healing consentono un percorso di liberazione in cui le emozioni negative vengono tradotte in positive. Il terapeuta può correggere una convinzione errata, illuminare un pensiero buio, far cambiare prospettiva alla persona, abituandola a guardare il problema come un’opportunità. Tutto questo “cambia la rotta del vento”: se la mia barca sta andando alla deriva, con il theta la riporto nella giusta direzione, perché sono io, utente, che agisco su di me e mi predispongo, in questo spazio che io definisco una “palestra delle emozioni”, ad accogliere, con il giusto atteggiamento, le opportunità dell’esistenza.

Dunque la realtà è una dimensione che offre opportunità al nostro libero arbitrio o si propone con percorsi già decisi? 

Ritengo che la realtà sia innanzitutto un’opportunità di evoluzione, ognuno di noi detiene il libero arbitrio per poterne modificare il corso, e qui subentra il confine sottile con le convinzioni, poiché questo libero arbitrio è compromesso dalle credenze marchiate in noi sin dall’infanzia. Dobbiamo imparare a lavorare su queste convinzioni per liberarci, e poter cogliere pienamente le possibilità che generosamente la vita elargisce.

Come si svolgono le sedute di theta healing?

La seduta avviene in presenza di un mediatore esperto che avvalendosi di un sottofondo musicale adatto (musica caratterizzata dalla frequenza di 432 hertz, il suono della natura, della guarigione e dell’abbondanza) induce il soggetto gradualmente a uno stato di rilassamento in onde theta, sempre iniziando dal controllo della respirazione. Si lavora poi sulle immagini che vengono riferite dalla persona sottoposta a trattamento, attuando spesso una correzione per massimizzare gli stati d’animo positivi.

Si parla molto al giorno d’oggi di pensiero positivo e influenza degli stati mentali sullo sviluppo della realtà. Cosa ne pensi in proposito? Lo si fa a volte superficialmente come corsa allo stimolo positivo anziché presa di coscienza di ciò che significa essere positivi, cioè abituarsi ad assimilare emozioni positive, comprensione dei propri limiti che non vuol dire fallimento, ma possibilità di superarli. Quindi nello stato in onde theta il mediatore, colui che agevola l’attivazione della mente creativa, trasforma le emozioni di sofferenza in emozioni di gioia, aiutando il soggetto a visualizzare efficacemente i propri progetti, obiettivi e sogni, abituando la persona a dedicarsi a questo spazio di respiro anche quando è seduta comodamente a casa. Oggi siamo tutti affannati attraverso i social ad assimilare le emozioni degli altri, e poco ascoltiamo le nostre. Nello stato di theta, abituando la mente creativa a visualizzare delle immagini che più ci fanno stare bene (si visualizzano ad esempio fiumi, cascate, o ciò che più è vicino al nostro mondo interiore) si cambia prospettiva, e si inizia a creare la propria realtà.

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