“Misuro questo luogo sconosciuto.

Due passi in qua, due di là.

Inciampo nei ricordi di bambina, ritrovo visi lontanissimi.

In un angolo i miei sogni, quelli piccoli e i più grandi.

In quest’altro un gran carico d’amore rifiutato, poco più in là tutto quello ricevuto.

Al centro poi mi imbatto in qualcosa che mi è ignota: la vera essenza mia che aspetta d’essere svelata.

Esco da qui con passo lieve per non turbare l’incanto che ho trovato.”

Viaggio dentro me stessa da sempre seguendo sentieri dolcemente noti dove trovare conforto nei momenti difficili: sono queste le stanze piene di sole e musica, dove coltivare le note di me che più mi appagano. Tutti le abbiamo e tutti ne siamo tanto orgogliosi da mostrarle a chi ci viene a fare visita. Poi a volte, spesso oserei dire, ci sono altri sentieri ed altre stanze: sono percorsi accidentati e impervi, i luoghi un po’ bui e a volte trascurati, con la polvere che si accumula negli angoli. Sono le stanze che spesso tralasciamo perché duro è il lavoro che ci attende per pulirle e fare entrare il sole. Quelli sono i luoghi proibiti agli altri, sono i luoghi che teniamo ben nascosti, quasi come quelle stanze che nei castelli antichi si celavano dietro un finto muro. Lungo il percorso dentro il nostro Io c’è un gran brusio di voci, di chi c’è stato e ancora vive in noi, di chi amiamo o di chi mal sopportiamo. Ci sono immagini indelebili o confuse, sentimenti che ci innalzano al sublime e pensieri inconfessabili. A volte in questo viaggio ci soffermiamo in un luogo più che in altri, a volte lo interrompiamo bruscamente perché travolti dal mondo contingente. Ma è certo che sarà sempre il più incredibile dei viaggi perché durerà una vita intera, come disse Dag Hammarskjöld: “Il viaggio più lungo è il viaggio interiore.”

Copyright ©️ 2020-2030, “Spazi Esclusi” – Tutti i diritti riservati.