Nell’immaginario collettivo, gli oceani sono da sempre considerati il regno del silenzio e la frase “muto come un pesce” è ormai parte integrante del nostro vocabolario. In realtà sia il mare che i suoi abitanti sono dei gran chiacchieroni. Quante volte seduti su una scogliera o su una spiaggia siamo rimasti in silenzio ad ammirare la maestosità del mare,  riflettere ed ascoltare i suoi rumori. A ciascuno di noi, parla a suo modo, nella nostra mente rumori e suoni si tramutano in pensieri ricchi di parole. Il suo stato, calmo o agitato, definisce onde che producono suoni leggeri e pacati o potenti frastuoni. Quante cose dice nel suo apparente non dire, altro che regno del silenzio, orecchie aperte per ascoltare le sue parole. Anche in profondità viaggiano suoni e rumori prodotti dagli abitanti del mare con svariate finalità: comunicazione, corteggiamento, difesa, nutrizione, nuoto, orientamento, caccia. Le modalità di produzione dei suoni nei pesci possono essere idrodinamiche, meccaniche o legate alla vescica natatoria. La prima, come sbattere violentemente con forza la coda o le pinne durante il nuoto, è dovuta a bruschi movimenti del corpo. La seconda è provocata dallo sfregamento o dalla percussione di parti del corpo come denti, opercoli e pinne pettorali. La terza è legata alla compressione della vescica natatoria.  La corvina, Sciaena umbra, è un pesce attivo soprattutto la notte e dotato di una vescica natatoria molto sviluppata ripiena di gas. Quest’ultima, grazie alla presenza di muscoli particolari connessi ad essa, viene compressa emettendo dei suoni simili a quello di una mitragliatrice. Agisce da cassa di risonanza come se questi pesci suonassero il tamburo, infatti, dagli inglesi vengono chiamati “pesci tamburo”. Il suono è prodotto soprattutto dai maschi per attirare le femmine durante il periodo della riproduzione generalmente a tarda sera in estate dopo il tramonto. Lo Sparisoma cretense, chiamato comunemente scaro, è l’unica specie di pesce pappagallo che popola le acque del Mar Mediterraneo. La caratteristica che gli conferisce il suo nome è di avere la bocca terminale, mascelle brevi e forti denti fusi insieme, il tutto a costituire una sorta di becco simile a quello dei pappagalli. Grazie a questo becco è possibile percepire i caratteristici rumori prodotti mentre raschiano le alghe che crescono sulla superficie delle rocce e dei coralli. Anche gli invertebrati possono dare il loro piccolo contributo a rompere il silenzio delle profondità marine producendo suoni legati al movimento o  a contrazioni di parti del loro corpo. Alcuni bivalvi, come il Lima lima, chiudendo velocemente le loro valve, quando sfuggono ai predatori, producono un ticchettio. Piccoli gamberetti detti “schioccatori” riescono a produrre dei click ad alta frequenza schioccando le loro chele. I cetacei, sono in assoluto i più chiacchieroni abitanti del mare, si sono adattati ad un ambiente in cui spesso la visibilità può essere molto ridotta sviluppando un sistema di produzione e ricezione dei suoni. Il loro linguaggio, costituisce un valido e articolato sistema di comunicazione con suoni modulati nel tono e nella frequenza che si ripetono in specifiche azioni e situazioni. Vivendo in comunità e famiglie la comunicazione tra loro è fondamentale per riconoscersi, accoppiarsi, difendersi, nutrirsi e svolgere tutte le attività legate alla loro vita sociale.

Mare calmo
Mare mosso
Mareggiata
Sciaena umbra Corvin
Sciaena umbra Corvin
Bivalve Lima lima

Foto di Alessia Condorelli

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