Dopo l’esperienza esistenziale di trovarsi di fronte a un profondo mistero insolubile, l’uomo è più propenso ad accoglierne subito un altro, che non abbia, come il primo, i caratteri dell’intangibilità o della trascendenza. Forse per venire a capo del primo. Così dopo aver conosciuto il dolore, spesso improvviso, del lutto, molte persone scelgono di rivolgersi a un medium, quel secondo mistero spesso impenetrabile che però promette di creare un ponte con l’assoluto, conferendo senso all’inaccettabile irrazionale. Un sedicente comunicatore con i defunti può diventare, in base ai casi, un genio della truffa o una figura di sostegno in grado di restituire una scintilla di speranza a chi sentiva di averla smarrita per sempre; in molti, tragici casi, i Medium sovrappongono entrambe le funzioni, truffa e speranza. Ci si muove, allora, in sabbie mobili che non consentono libertà, poiché in questo caso si scivola dallo shock di un contatto ravvicinato con la morte al dramma di nutrire una speranza infondata. Nella maggior parte dei casi, si tratta di un terreno minato: l’esigenza prioritaria, per chi cerca queste figure, è trovare conforto, ma a volte si baratta la propria disperazione interiore con una illusione, venduta a caro prezzo. Un indicatore fondamentale per riconoscere la serietà di un operatore spirituale è proprio legato all’aspetto economico, eccessive richieste, tariffari esorbitanti in cambio di “servizi spirituali” difficilmente valutabili, rituali ad esempio volti a rimuovere maledizioni o energie negative sono spesso strumenti di pura manipolazione economica e psicologica. Altri segnali d’allarme potrebbero essere legati alla promessa di “evocare a comando” chiunque si voglia. Molto spesso alcuni sedicenti medium mettono in atto la cosiddetta “Cold Reading” o lettura a freddo, ampiamente documentata dallo studioso James Randi; si tratta di un meccanismo psicologico che si serve di affermazioni molto vaghe che, adattate progressivamente alle reazioni fisiche e verbali dell’interlocutore, avvicinerebbero il medium alla verità. Le organizzazioni di ricerca indipendenti, come il CIPA in Italia, sottolineano che molti di questi fenomeni possono essere spiegati attraverso illusioni percettive, nate da un profondo desiderio di avere risposte, e invitano sempre a distinguere tra l’esperienza emotiva personale e la prova oggettiva dei fatti. Sorprendente, nel suo tempo, fu il caso delle sorelle Fox, che promettevano contatti con i defunti tramite sedute spiritiche, dando vita a un movimento globale e a ricerche sul tema. Decenni dopo le donne stesse rivelarono che si trattava di una messinscena ben congegnata. Lo stesso Houdini, famoso illusionista, spinto dal bisogno di contattare la madre deceduta consultò diversi sensitivi, riuscendo via via a svelare i loro mirabolanti trucchi. In ultima analisi, la storia dello spiritismo, dai colpi delle sorelle Fox nell’Ottocento alle analisi scientifiche contemporanee, insegna che la vera difesa contro l’inganno non risiede necessariamente nel negare il mistero, ma nel mantenere sempre vigile quella curiosità razionale che permette di esplorare con strumenti sicuri un territorio così delicato, senza mai perdere il contatto con la realtà.
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Mi chiamo Irene e sono il direttore di questo magazine on line, fondato con l’Associazione Culturale “Le Ciliegie”. Nel lontano 2003 mi sono laureata in Filosofia con 110 su 110 e lode, tesi in Bioetica sull’esistenzialismo francese, e proprio come Jean Paul Sartre, mio filosofo del cuore, ho idea che “terminerò la mia vita esattamente come l’ho iniziata: tra i libri”. Sono una giornalista culturale e una docente di Filosofia e Storia: il giornalismo è la mia scusa per scrivere, l’insegnamento la mia palestra. Ma la verità, dietro tutte queste maschere di carne, è che sono una scrittrice, e scorre inchiostro nelle mie vene.