Le vite, fili sconosciuti intrecciati indissolubilmente.
L’uno dipende suo malgrado dall’altro.
Nulla frutto di un illusorio
libero arbitrio.
Tutto legato a ciò che è stato
e a ciò che è, nonostante noi.
Necessità di guardare da lontano.
Fili che ordiscono un’unica trama.
È arrivata la primavera. Dopo un inverno particolare che qui in Sicilia non s’è privato di nulla e ci ha regalato pure un devastante ciclone, siamo tutti in attesa del tepore, dei cinguettii e di quella promessa di mare che rigenera. “Aprite le finestre al primo sole” si cantava un tempo ma oggi a ben vedere ad aprire le finestre si ha quasi paura che entri il mondo con tutta la sua bruttura. Di nefandezze è sempre stato prodigo; nei secoli sono cambiate le dinamiche ma certe bassezze sono immutabili. Ci siamo anestetizzati davanti ad ogni violenza, ad ogni sopruso ma oggi da quella finestra entra un vento terribile, un vento che pensavamo appartenere solo al passato: vento di guerra. Il mondo sembra aver perso ogni freno travolto da una corsa che non avrà vincitori. Non si può più parlare di focolai di guerra ma di incendi devastanti. La mente ha difficoltà a considerare la reale portata di ciò che sta accadendo e ognuno di noi si rifugia nel suo tran tran quotidiano. Ci indigniamo, il più delle volte sui social, ci informiamo ma poi restiamo fermi davanti al delirio di chi dovrebbe guidarci. Non so se sia solo codardia, forse è anche incredulità. Contiamo realmente qualcosa? La nostra voce ha una forza decisionale?
Ma forse la cosa più difficile da capire è quanto le nostre vite siano legate tutte fra loro. Una connessione invisibile che ci rende una unità indivisibile. Legati indissolubilmente in una concatenazione che si perde nella notte dei tempi. Ogni azione, ogni nostra singola manifestazione è frutto di un’azione di qualcuno e ne genererà una che inciderà nella vita altrui.
Ciò che oggi è e ieri è stato, ogni cosa, direttamente o indirettamente, è connessa ad ogni altra, infinite invisibili quanto precise cause, fin dall’inizio del tempo, costituiscono le ragioni di ciò che accade oggi e che tutto ciò che ciascuno di noi lascia o fa accadere causerà quanto accadrà domani.
Una compenetrazione invisibile che ci vede uniti come un unicum di cui però non abbiamo purtroppo una concreta consapevolezza.
Una unione ancestrale e imprescindibile che determina tutto il nostro vivere e di cui dovremmo tenere conto.
Una frase tratta dal film Cloud Atlas ben riassume quanto detto.
“La nostra vita non è nostra. Da grembo a tomba siamo legati ad altri, passati e presenti e da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il futuro”
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Sono Marina, dipingo su porcellana e mi dedico all’insegnamento di quest’arte. Cerco di trasmettere l’amore per il bello e per tutte le forme d’arte, da sempre linfa vitale che alimenta un viaggio nel mio io più profondo. La notte il viaggio si trasforma in parole che corrono veloci: i miei pensieri prendono vita e divengono pensieri di tutti.