Scrivere di cose che altri non sa.
Cercare di dar vita al tuo sentire.
Sorprendersi di come
quelle tue poche parole
possano far vivere a qualcuno
cose diverse dalle tue.
È la magia di ciò che abbiamo dentro, uguale e differente in ogni uomo.
E tu ti fai piccolo e pudico
davanti a quella forza
che prende la tua mano
ad ogni ora e ti fa mezzo.
Ritorni subito in quel guscio
per pulire ancora un po’ l’anima tua
sicuro di trovar sempre un po’ di luce
e tanta ombra.
Di luci ed ombre siamo fatti tutti,
di speranze nutriamo il cuore, di effimere illusioni l’anima, di sogni irrealizzabili riempiamo la mente.
Linfa vitale che d’improvviso si fa fiele.
Circolo infinito di luci e ombre. Nessuno che possa dirsi fatto solo di pura luce e nessuno che sia totalmente ombra. Il nostro io più profondo racchiude in sé vette altissime e abissi sconfinati. Viviamo costantemente nel tentativo di nascondere a noi stessi questo circolo infinito, questo avvicendarsi di sentimenti sublimi e terrificanti. Un ruolo fondamentale lo gioca qui chi riesce a mettere in parole tutto questo. Lo scrittore o il poeta più di ogni altro riesce ad aprire i luoghi più reconditi dell’animo umano, lo fa senza giudizio, che sia di assoluzione o di condanna.
Non si spaventa dinanzi alle ombre ma le scruta, le oltrepassa scorgendo ogni più piccola sfumatura. Forse meglio di chiunque altro si rende conto che solo affrontando le ombre si può dare qualcosa di luminoso; lo sa perché lo sperimenta in prima persona attraverso un viaggio introspettivo inevitabile e denso di spine. Eppure proprio da questo quanta sublime bellezza. I più grandi poeti hanno vissuto un travaglio interiore che per altri sarebbe impossibile da gestire. È proprio per questo a mio avviso che dovremmo farci prendere per mano dalla lettura che vedo come un mezzo straordinario per guardarsi dentro, per scorgere questo alternarsi di sfumature opposte. Mentre si legge si vola con la fantasia è vero, ma è un volo che ha come panorama il nostro io più recondito, che ci permette di osservare con distacco ogni particolare di noi.
Diceva Carl Gustav Jung: «La luce che mi permette di conoscere completamente la mia psiche, inevitabilmente mi mette di fronte anche alla mia Ombra».
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Sono Marina, dipingo su porcellana e mi dedico all’insegnamento di quest’arte. Cerco di trasmettere l’amore per il bello e per tutte le forme d’arte, da sempre linfa vitale che alimenta un viaggio nel mio io più profondo. La notte il viaggio si trasforma in parole che corrono veloci: i miei pensieri prendono vita e divengono pensieri di tutti.