La diversità che accomuna

Tutti gli esseri viventi, sia terrestri che marini, dai più piccoli come virus e batteri, ai più grandi come le balene, pur essendo tanto diversi tra loro posseggono delle caratteristiche che li accomunano: nascono, si nutrono, crescono, si riproducono e alla fine invecchiano e muoiono. Si tratta del ciclo vitale: una successione di fasi della vita che vanno dalla nascita alla morte. Tali fasi apparentemente uguali per tutti risultano, però, molto diverse nella pratica e sono spesso accompagnate da forti cambiamenti dell’aspetto che sottolineano la fine e l’inizio di una nuova fase della vita.

 Gli abitanti che popolano il mondo marino hanno spesso cicli vitali vari e complessi. In molti organismi, soprattutto invertebrati, le forme larvali differiscono moltissimo da quelle adulte e non solo per l’aspetto ma spesso anche per l’ambiente in cui vivono. Generalmente, durante la fase larvale e quella giovanile gli organismi hanno uno stile di vita planctonica, ovvero vivono lungo la colonna d’acqua lasciandosi trasportare dalle correnti. Durante la fase adulta, invece, assumono uno stile di vita bentonico, cioè fissi al substrato o con piccoli spostamenti ma sempre restando in contatto con esso. Negli Cnidari, gruppo a cui appartengono anche le meduse, si osserva un complesso ciclo vitale. La larva si fissa sul fondo e assume una particolare forma di polipo sessile che formerà le piccole meduse. Queste ultime condurranno una vita pelagica cioè libere di muoversi lungo la colonna d’acqua. Anche nel mondo marino troviamo situazioni in cui la scelta tra la vita e la morte, per quanto crudele, è legata ad uno dei sentimenti più naturali che esiste da sempre, l’istinto materno. Campione nell’esprimere questa emozione è il polpo. Le femmine di questo simpatico animaletto, ormai famoso per la sua sviluppata intelligenza, hanno cure parentali al limite della sopravvivenza. Dopo l’accoppiamento, depongono all’interno di una tana, un numero elevatissimo di uova, disposte in lunghi cordoni gelatinosi a grappoli, appesi dalla parte superiore. La femmina custodisce le sue uova, senza mai abbandonarle e nutrendosi molto poco. Durante questo periodo che dura circa 5-7 settimane arriva ad indebolirsi a tal punto da divenire una facile preda. Dopo la schiusa, alla fine del suo arduo compito da mamma, è talmente debole che spesso può arrivare alla morte. La Bonellia viridis è un organismo molto particolare il cui corso della vita, per esattezza il suo destino sessuale, è affidato alla natura ovvero alla risposta agli stimoli esterni. Presenta un dimorfismo sessuale molto spiccato: le femmine hanno un corpo ovoidale da cui si diparte una lunga proboscide biforcuta, i maschi sono molto piccoli e vivono fissi alla loro proboscide. La particolarità di questo organismo è che la determinazione del sesso dipende dal luogo sul quale la larva si andrà a fissare: se in una zona vicina ad una femmina diventerà maschio, se lontano e non entrerà in contatto con essa si differenzierà in una femmina. Qui la natura influenzando il destino sessuale della larva determina anche la durata dell’intero ciclo vitale, infatti le femmine vivono qualche anno ed i maschi solo un paio di mesi.

Medusa, Pelagia noctiluca
Tana di Cefalopodi
Bonellia viridis
Polpo, Octopus vulgaris
Uova di Cefalopodi
Bonellia viridis

Foto di Alessia Condorelli

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