La pesca, insieme alla caccia, rappresenta una delle attività più antiche e importanti che l’uomo ha sempre esercitato. Fin dalla preistoria tutti i popoli per nutrirsi cacciavano sia nelle terre emerse che in mare. Inizialmente gli uomini si sono avvicinati agli oceani, ai mari e ai fiumi servendosi di strumenti molto semplici, artigianali e rudimentali come reti, canne e trappole. Come in tutti i settori, anche nella pesca, siamo arrivati ai nostri giorni ad una evoluzione della pratica, con l’utilizzo di tecniche molto sofisticate e l’uso della tecnologia è diventata parte integrante. Il settore della pesca si è così evoluto da diventare un compartimento economico fondamentale per molte nazioni che, se gestita correttamente, contribuisce alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile. Alcuni paesi fondano gran parte della loro crescita economica proprio su questa attività diventando fonte di cibo e lavoro per i propri abitanti. Sempre più persone oggigiorno sviluppano una maggiore sensibilità riguardo la propria alimentazione rivolgendosi costantemente a diete vegetariane. Il consumo di pesce è in aumento e la pesca fornisce circa il 20% delle proteine animali consumate nel mondo. La filiera della pesca è una fonte lavorativa per milioni di pescatori, industrie ittiche e allevamenti sia di acquacoltura che maricoltura. In particolare, nelle piccole realtà delle zone costiere, questa attività può rappresentare una vera e propria ricchezza per tutta la comunità. Infatti, spesso attorno al lavoro dei pescatori, ruotano tante attività collaterali come la pescaturismo e la ristorazione. Naturalmente, come tutto ciò che genera reddito, spesso porta ad un eccessivo e non sostenibile sfruttamento delle risorse. Bisogna cercare di gestire tutte le attività in equilibrio con gli ecosistemi marini, per non rischiare di avere una diminuzione delle popolazioni del pescato, che si ritorcerebbe contro gli operatori stessi. Purtroppo ciò non è sempre facile da gestire e per molto tempo non si è data la giusta importanza a questo problema arrivando ai nostri giorni ad una situazione di criticità. Si è cercato di porre rimedio cercando un equilibrio tra lo sfruttamento economico e la conservazione ambientale. Questo è possibile attraverso collaborazioni tra i pescatori e le realtà che ruotano intorno alla tutela degli ecosistemi marini come gli enti di ricerca o le Aree Marine Protette che promuovono pratiche più responsabili e sostenibili. Un pesca eccessiva, l’inquinamento, la distruzione di habitat, il cambiamento climatico sono tutte problematiche che si intrecciano tra loro e mettono in grave rischio il settore. L’interesse per la tutela del mare è reciproco da entrambe le parti, operatori della pesca e ricercatori, entrambi “sfruttano” le stesse risorse ma in modo diverso. Alcuni strumenti di gestione e tutela sono rappresentati da: monitoraggio continuo delle popolazioni dei pesci, quote di pesca, aree protette, tecniche più responsabili, fermo biologico e rispetto delle taglie minime. Sempre di più si crea rete tra organizzazioni internazionali, governi e comunità locali per promuovere pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente. Altro fattore fondamentale è anche la sensibilizzazione dei consumatori rendendoli, più consapevoli e responsabili sulle problematiche inerenti l’ambiente marino. Le tipologie di pesca più comuni sono: la pesca commerciale, su larga scala, esercitata con grandi pescherecci dotati di attrezzature sofisticate, rivolta ai grandi pelagici come tonno, sgombro, merluzzo. La pesca artigianale, o piccola pesca tradizionale, praticata da pescatori locali con imbarcazioni più piccole e metodologie meno invasive. Infine quella sportiva realizzata come svago per divertirsi o per competizioni con attrezzi molto semplici come le canne da pesca.






Foto di Alessia Condorelli
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Sono Alessia, laureata in Scienze Biologiche indirizzo Biologia Marina presso l’Università degli Studi di Catania e da sempre affascinata dall’ambiente marino. Crescendo è diventato parte fondamentale della mia vita come le immersioni subacquee che mi hanno permesso di ammirare dal vivo le meraviglie che popolano questo mondo. Purtroppo oggi questo ambiente è fortemente minacciato da noi stessi, da qui l’idea di trasmettere una maggiore conoscenza del “Pianeta Blu” che ci permetta di viverlo e rispettarlo con maggiore coscienza.