Sono moltissime ormai le iniziative locali che promuovono la bicicletta come mezzo di trasporto ecologico, si pensi alle giornate del ciclo turismo, organizzate dalla FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e Active Italy che proprio in questi giorni, tra il  14 e 15 giugno 2025,  propongono in tutta Italia percorsi  lungo strade non trafficate, parchi e piste ciclabili alla scoperta delle specialità enogastronomiche e all’insegna di un turismo intelligente e inclusivo. Del resto è ormai dal 2018 che ogni 3 giugno si celebra il mezzo di trasporto divenuto simbolo di salute e rispetto dell’ambiente, giornata indetta all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Da allora le iniziative si sono moltiplicate, e ciclisti professionisti, dilettanti, famiglie e amanti della libertà non hanno che l’imbarazzo della scelta, tra ciclo feste, passeggiate organizzate e workshop legati al mondo dei trasporti sostenibili a livello ambientale.  Dalla draisina alla bicicletta, passando per il velocipede a pedali: un’invenzione più di altre che è perfetto specchio dell’ingegno umano, e che ha attraversato mille forme nei secoli, sempre restando simbolo di rapidità e cambiamento.  Inizialmente occorreva una spinta con i piedi per spostarsi, il “cavallo dandy” era realizzato in legno, certo poco pratico e decisamente rigido, ma già in grado di parlare di futuro, anticipando la rivoluzione del mezzo a due ruote, poi Pierre Lallement aggiunse al marchingegno i pedali, nel 1862, decretando così la fine della draisina di Karl Von Drais e dando il benvenuto al sopra citato velocipede. Alla fine del XIX secolo anche le donne salgono in sella, rendendo la bicicletta simbolo di emancipazione sociale. La suffragetta Susan B. Anthony avrebbe dichiarato: “La bicicletta ha fatto più per l’emancipazione della donna di qualsiasi altra cosa al mondo.”

Non sappiamo se effettivamente fu così, ma molto probabilmente contribuì alla nascita della “gonna pantalone”, un timido avvicinamento dell’universo femminile all’abbigliamento tipicamente maschile dei pantaloni, sicuramente molto più comodo per lo svolgimento di determinate attività, quali ad esempio, pedalare a gran velocità.

Dalla catena agli pneumatici a camera d’aria, fino a giungere a quel mezzo ibrido che è la bicicletta elettrica, i cambiamenti sono stati incalzanti e sempre mirati ad adattare il mezzo di trasporto più agile di sempre, con i mutati scenari della modernità e le sue domande. Il nostro tempo, poi, non dimentica i suoi eroi, non solo gli sportivi, vincitori di premi prestigiosi internazionali, ma soprattutto coloro che seppero usare il mezzo in modo straordinario, diventando protagonisti della Resistenza. Tra questi Bartali, ciclista e partigiano, che si distinse percorrendo chilometri di strada in sella, tra Toscana e Umbria, trasportando, nascosti nel telaio della sua bicicletta, documenti falsi e messaggi cifrati fondamentali per salvare vite, nel difficile contesto della Seconda Guerra mondiale. “Andavo in bicicletta, ma pedalavo per la libertà”. Nelle parole dell’eroe sono inscindibilmente legati passione per lo sport, amore per l’umanità e impegno civile.

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