Il percorso verso la felicità passa attraverso l’amore di sé. Dovrebbe essere il nostro punto di partenza, e invece notiamo, con l’autrice, che è un percorso tortuoso che va riacquisito da adulti. Attraverso una narrazione scandita in sezioni, il volume di auto aiuto affronta grandi tematiche interiori che possono farci riflettere sul valore dell’esistenza e la possibilità di rivoluzionarla, a partire da dentro.
Quante volte nella vita non scegliamo noi stessi? Eppure sappiamo che nello stesso momento in cui scegliamo altro, stiamo scegliendo di non essere felici. Cosa preferiamo dunque alla felicità? Probabilmente tutte quelle situazioni che pur essendo problematiche e autolimitanti ci risultano familiari. “La verità è che il cambiamento spaventa perché ci mette di fronte alla paura di perdere qualcosa. È un paradosso: in superficie desideriamo la beatitudine, nel profondo qualcosa ci dice che è più sicuro restare un po’ infelici, moderati, dimessi.” Ma si tratta davvero di una scelta consapevole o siamo bloccati e guidati inconsciamente da paure e ansie? L’autrice si chiede, e ci chiede in ultimo, “perché abbiamo paura di essere felici?” e soprattutto perché mettiamo in atto una serie di auto sabotaggi che impediscono la nostra piena realizzazione. Canovi propone a partire da questa consapevolezza un percorso pratico che possa aiutarci giorno dopo giorno a volere più bene a noi stessi, superare il giudizio altrui, accettare le proprie naturali vulnerabilità, convivere con la persona che siamo diventati e apprezzarla. Questo obiettivo, non sempre facile, significa “Accogliere la nostra umanità. Dirsi di sì quando dentro piove, accettare le sbavature, le paure che ci bloccano. Comprendere il perché ci auto sabotiamo: non rincorrere il quadro senza macchie”.
Solo scoprendo all’interno di noi stessi quel posto bellissimo svelato già nel titolo, saremo in grado, in un gioco di specchi, di vedere la bellezza anche nella realtà che ci circonda, e slanciarci in meravigliose avventure, col coraggio che è proprio solo di chi ama. Questo viaggio inizia dunque da una presa di coscienza, da un atto di coraggio e da una volontà di cambiamento, qualche volta però può iniziare in sordina, sfogliando le pagine di un libro…
Dentro di me c’è un posto bellissimo, Ameya Gabriella Canovi.
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Mi chiamo Irene e sono il direttore di questo magazine on line, fondato con l’Associazione Culturale “Le Ciliegie”. Nel lontano 2003 mi sono laureata in Filosofia con 110 su 110 e lode, tesi in Bioetica sull’esistenzialismo francese, e proprio come Jean Paul Sartre, mio filosofo del cuore, ho idea che “terminerò la mia vita esattamente come l’ho iniziata: tra i libri”. Sono una giornalista culturale e una docente di Filosofia e Storia: il giornalismo è la mia scusa per scrivere, l’insegnamento la mia palestra. Ma la verità, dietro tutte queste maschere di carne, è che sono una scrittrice, e scorre inchiostro nelle mie vene.